Gara nazionale Servizi Socio Sanitari

 

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 Il Ministero dell’Istruzione Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione ha comunicato con nota n.0022812.11-11-2019 l’elenco delle gare nazionali previste per l’anno scolastico in corso.

Questo Istituto ha l’incarico di organizzare la gara nazionale rivolta agli studenti che stanno frequentando la IV classe dell’indirizzo Servizi Socio Sanitari.

La gara si svolgerà il 21 e 22 aprile 2020 presso la sede dell’IS Saraceno-Romegialli – Plesso Saraceno - Via per S.Marco 3 – Morbegno.

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Bando nazionale Gara Servizi Socio Sanitari

 10.02.2020
info tondo chiaro Scheda di adesione 10.02.2020
info tondo chiaro Scheda informativa 04.03.2020
info tondo chiaro Scheda personale

04.03.2020

info tondo chiaro Scheda privacy 04.03.2020
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Elenco strutture alberghiere

La gara si svolgerà nell'arco di due giornate,  la mattina del 21 e del 22 aprile 2020.

In ogni giornata gli studenti affronteranno un caso che coinvolgerà  aspetti afferenti al tema dell'anziano, del minore, della disabilita e della famiglia per le discipline di indirizzo:

  • cultura medico sanitaria
  • diritto
  • metodologie operative
  • psicologi
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 I programmi di Studio

info tondo chiaro   Esempi di prove della gara Nazionale

 

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La città di Morbegno

Situata nella Bassa Valtellina, Morbegno compresa a nord dalle ultime pendici delle Alpi Retiche e a sud dalle Alpi Orobie. L’attuale comune comprende anche le frazioni a nord dell’Adda, fino al 1939 comune di Campovico. Il centro storico è attraversato dal torrente Bitto affluente del fiume Adda. Il borgo antico è abbastanza compatto e presenta oltre a diverse architetture di un certo spicco, diversi angoli interessanti e caratteristici con pareti coperte di affreschi e ringhiere metalliche tipiche dell’antico artigianato locale che ingentiliscono le facciate di parecchi palazzi.

Il Bitto, nel centro della città, scorre in una pittoresca gola. Il fiume un tempo forniva energia a diversi piccoli stabilimenti affacciati sul fiume.

Riscoperte e valorizzate in questi ultimi anni le numerose cantine dalla caratteristica forma “a volta”, spesso articolate su più piani marcano la vocazione commerciale di Morbegno, accresciutasi nei secoli grazie alla sua strategica posizione.

L'antico borgo è saldato con il territorio comunale di Cosio Valtellino a ovest e a est con Talamona, dove è nata la zona industriale. Molti insediamenti abitativi sono sorti nell’area, un tempo agricola, che dalla statale si spinge verso nord, in direzione dell’Adda.

Morbegno è il punto di partenza ideale per le escursioni sui versanti orobici e retici: la Val Masino è meta apprezzata per le arrampicate, mentre la Val Gerola offre una buona scelta di piste da sci con un orientamento particolare alla pratica dello snowboard.

Tra i monumenti sono da ricordare il Palazzo Malacrida (sec. XVIII): l'aristocratica dimora spicca per la privilegiata ubicazione nel cuore del centro storico e per la bellezza dei suoi cicli pittorici.

La collegiata di San Giovanni Battista, dalla maestosa facciata e dall’interno sorprendentemente arioso, conserva oltre a numerosi affreschi e dipinti, un reliquario con la Sacra Spina della corona di Cristo e le spoglie del domenicano Beato Andrea da Peschiera, venerato come l’apostolo della Valtellina.

La bramantesca chiesa dell'Assunta rappresenta l'unione perfetta tra l'arte rinascimentale e l'arte barocca. All'interno trionfa sulla ricca decorazione pittorica la splendida ancona lignea.

La Chiesa di San Pietro, dal grazioso campanile barocco, è un piccolo gioiello sito nel cuore dell'antico borgo.

La storia di Morbegno

Le prime notizie certe riferite a Morbegno si hanno a partire dall'Alto Medioevo. Si tratta di nuclei sparsi forse facenti capo alla chiesa di San Martino. In quest’epoca diversi centri del comasco e del milanese ambiscono ad assicurarsi basi in direzione delle vie di transito dell'Alta Valle.

 Compaiono così in Valtellina importanti famiglie che, con il passare degli anni, vi prendono dimora. Si forma così una “curtis regia” con la vicina Talamona, creando un primitivo centro economico e amministrativo.

Il nome Morbegno compare - nelle forme primitive di Morbinium, Morbenio e Morbenno - a partire dall' XI secolo.

I nuclei più vicini alla piana acquitrinosa dell’Adda vengono progressivamente abbandonati a favore delle più salutari sponde del Bitto, dove dal XIII secolo Morbegno diventa un borgo fiorente facendo capo alla nuova chiesa di San Pietro (1338-1341) spesso utilizzata anche per assemblee civili.

Nel 1512 i Grigioni occupano stabilmente la Valtellina. Alla comunità Protestante viene ceduta la chiesa di San Pietro. Il governo grigione, anche se non esente da corruzione, lascerà larghi spazi di autonomia alla comunità locale. È proprio in questi anni che Morbegno vive una delle sue stagioni più floride dal punto di vista artistico con il completamento della Chiesa e del Chiostro di Sant’Antonio (oggi centro culturale) e della chiesa della Beata Vergine Assunta (impreziosita dall’icona lignea opera di Angelo Del Majno e di Gaudenzio Ferrari e dalle sculture di Tommaso Rodari), posta al margine orientale dell’abitato.

A seguito della violenta rivolta cattolica del 1620 nota come “Sacro Macello di Valtellina” i Grigioni abbandonano la Valle. Seguono anni segnati dai continui passaggi di truppe, cui fanno seguito le inevitabili carestie e pestilenze. I Grigioni ritorneranno nel 1639, ma, a causa della diminuita conflittualità religiosa, il periodo è più tranquillo.

Alle soglie del Settecento Morbegno vive un periodo di discreta prosperità e, oltre al florido commercio, si assiste alla costruzione di significativi edifici religiosi e civili. Alla fine del XVIII vengono completate: la nuova chiesa di San Giovanni (iniziata nel 1680) con la scenografica facciata, il Palazzo Malacrida e il Ponte di Ganda.

Nel 1797 la Valtellina si unisce alla Repubblica Cisalpina e in seguito rimane nell’ambito degli stati napoleonici, fino all’arrivo degli Austriaci nel 1815. Ad essi si deve la costruzione della strada nazionale che congiunge la Valle con la pianura padana.

Nel 1859 gli Austriaci vengono cacciati oltre lo Stelvio e la Valtellina viene annessa al Regno di Sardegna. Le comunicazioni, che daranno l’avvio allo sviluppo industriale di Morbegno, verranno incrementate tra il 1885 e il 1939 con la creazione della linea ferroviaria e della nuova strada statale che corre a nord del centro storico.

Nel dopoguerra parte considerevole dello sviluppo di Morbegno, che verrà insignita nel 1967 del titolo di “città”, è dovuta al ruolo di grande prestigio assunto dal morbegnese Ezio Vanoni, ministro economico in diversi governi del Dopoguerra.

L'ambiente

Morbegno: una città circondata dalla grande natura delle Alpi Orobie e Retiche, ma che offre anche nel centro abitato occasioni per accostarsi ad ambienti naturali di pregio.

Le forre del torrente Bitto, il suo percorso cittadino, e il fiume Adda che lambisce la periferia nord sono ambienti acquatici che ospitano caratteristiche comunità vegetali ed animali, tra cui spiccano specie rare come la felce di creta o adattate alla vita acquatica come il merlo acquaiolo. Nel piccolo parco pubblico di via Cortivacci, così come nel più ampio PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) della Bosca, sorprende il numero di specie ornitiche che è possibile osservare, sia sedentarie che di passo; queste ultime, in particolare, sfruttano gli ambienti planiziali non antropizzati per sostare e rifocillarsi prima di affrontare la difficile traversata delle Alpi.

A ridosso della città, le prime pendici boscate che portano al “Tempietto”, con castagni, aceri e tigli costituiscono l’habitat di picchi, rapaci notturni, piccoli carnivori oltre che di innumerevole specie di invertebrati.

Nel complesso, per chi sa osservare, non mancano le occasioni per scoprire la biodiversità urbana.

Per conoscere invece quella dei dintorni, prima di incamminarsi lungo i numerosi sentieri può essere utile una visita al locale Museo civico di Storia naturale. Oltre a una sezione espositiva dedicata alle Scienze della Terra, offre attraverso i sui diorami uno sguardo sui principali habitat, da quelli di fondovalle all’alta montagna. Altri exhibit e vetrine sono dedicati a insetti, pesci, anfibi, rettili e uccelli.

Come Arrivare

In automobile:

  • Da Milano SS 36 direzione Lecco-Colico-Sondrio (90 km); a Colico SS 38 direzione Sondrio - dopo 15 km arrivo a Morbegno;
  • Da Como/Lugano attraverso Menaggio/Gravedona SS 340 direzione Colico; a Colico SS 38 direzione Sondrio - dopo 15 km arrivo a Morbegno;
  • Da Bergamo SS 470 direzione Foppolo; a Piazza Brembana seguire per Mezzoldo/Passo S.Marco - dopo 25 km arrivo a Morbegno. Oppure attraverso Lecco;
  • Da St. Moritz direzione Passo Maloja - Chiavenna; a Chiavenna SS 36 direzione Colico; a Colico SS 38 direzione Sondrio - dopo 15 km arrivo a Morbegno. Oppure dal Passo del Bernina e Sondrio;
  • Dal Passo Spluga SS 36 direzione Chiavenna - Colico; a Colico SS 38 direzione Sondrio - dopo 15 km arrivo a Morbegno;
  • Dall'Austria attraverso il Passo dello Stelvio.

In treno:

  • Da Milano linea ferroviaria per Lecco/Sondrio/Tirano. dove andare Stazione ferroviaria: Morbegno (1 ora e 40 minuti). Principali fermate della linea: Lecco, Varenna, Bellano, Colico;

In aereo:

  • Linate (Milano) collegamenti di bus-navetta con la stazione FS di Milano Centrale (30 minuti);
  • Malpensa (Milano) collegamenti di bus-navetta con la stazione FS di Milano Centrale (50 minuti). Collegamento ferroviario con la stazione di Milano Cadorna (45 minuti); linea metropolitana 2 - VERDE per la Stazione FS di Milano Centrale (fermata "CENTRALE FS");
  • Orio al Serio (Bergamo) collegamenti di bus-navetta con la stazione FS di Milano Centrale (50 minuti).

 

 

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